La parte difficile non è trovare belle canzoni, è sapere quale canzone va con quale momento. Ecco 20 canzoni per matrimonio divise per ingresso, cerimonia, uscita, primo ballo e festa, con le durate e quello che il parroco di solito dice.
Quasi tutte le coppie partono da una lista di preferite e scoprono solo al colloquio con il parroco che metà non va bene: troppo lunghe, testo sbagliato, oppure non ammesse in chiesa. Per questo qui le canzoni stanno sotto il momento in cui verranno suonate, non in una classifica. Per ogni brano trovate la registrazione su YouTube, così potete ascoltarlo per intero prima di decidere.
Esempio di programma per la giornata
Ecco come si presenta una scelta con cui non si sbaglia:
| Momento | Scelta sicura | Durata |
|---|---|---|
| Ingresso | Pachelbel, Canone in re (Link) | 3 o 4 minuti |
| Durante la cerimonia | Schubert, Ave Maria (Link) | 2 o 3 minuti |
| Uscita | Mendelssohn, Marcia nuziale (Link) | 2 o 3 minuti |
| Primo ballo | Eros Ramazzotti, Più bella cosa (Link) | 2,5 o 3 minuti |
| Festa | Ricchi e Poveri, Sarà perché ti amo (Link) | secondo l’atmosfera |
Al posto di un brano famoso potete far scrivere la vostra canzone di matrimonio: sui vostri nomi, su come vi siete conosciuti e sulle vostre abitudini. Insieme al nostro partner TuaCanzone consegniamo il testo e la registrazione completa con musica e voce. Ecco il risultato in due stili:
L’ingresso: i primi minuti in cui tutti guardano
Per l’ingresso serve un brano dal ritmo tranquillo, con un inizio chiaro e una durata sufficiente. Lo strumentale è la scelta più sicura, perché nessun testo compete con il momento.
1. Johann Pachelbel, Canone in re
La musica d’ingresso più suonata nelle chiese italiane, e quella che nessuno fraintende. Cresce in modo regolare, senza colpi di scena, così la sposa può camminare al suo ritmo. Non avendo testo né un punto culminante marcato, si può sfumare ovunque senza sembrare tagliata. All’organo o agli archi funziona allo stesso modo.
2. Richard Wagner, Marcia nuziale dal Lohengrin
Il brano d’ingresso classico, quello che tutti riconoscono dalla prima nota. Sceglietelo se volete un ingresso solenne e non intimo, perché con l’organo a piena potenza riempie la navata in due secondi. Tre minuti bastano per il corteo. In alcune parrocchie viene sconsigliato perché nasce da un’opera teatrale: chiedetelo al colloquio.
3. Ed Sheeran, Perfect (strumentale)
Lo standard moderno, ormai richiesto quanto i classici. Nella versione strumentale passa anche dove la musica leggera con testo non è ammessa, perché resta solo la melodia. L’inizio è tranquillo e il ritmo abbastanza chiaro per camminarci sopra. Controllate la versione: alcune crescono molto verso la fine e vanno sfumate prima.
4. Ludovico Einaudi, Nuvole Bianche
Solo pianoforte e nessun testo, con una crescita che si apre lentamente invece di prendere subito. È la scelta delle coppie che vogliono restare sobrie e non vogliono che gli invitati si mettano a cantare. Nelle chiese grandi rende meglio di quanto sembri. Cinque minuti pieni, quindi concordate il punto della sfumatura.
Durante la cerimonia: gli anelli e la benedizione
A metà della cerimonia c’è spazio per un brano, spesso durante lo scambio degli anelli. Qui tutti ascoltano davvero, quindi il testo conta.
5. Franz Schubert, Ave Maria
Il brano più richiesto in assoluto per il momento degli anelli. Nessuna parrocchia lo rifiuta, ogni organista lo conosce a memoria, e l’assemblea capisce subito che è arrivato il momento importante. Una strofa basta, due appesantiscono il rito. Con voce solista e organo resta la versione più solida, anche senza prove lunghe.
6. Charles Gounod, Ave Maria
L’alternativa a quella di Schubert, più morbida e molto meno sentita ai matrimoni. Funziona benissimo con voce e organo e sorprende gli invitati che si aspettano l’altra. Dura poco più di tre minuti e non ha un finale drammatico, quindi si può chiudere con calma. Chiedete all’organista quale delle due preferisce.
7. Il Signore è il mio pastore
Il canto liturgico più usato ai matrimoni italiani. L’assemblea può seguire senza foglio, la parrocchia non deve autorizzare nulla e il coro lo conosce già. È il primo brano da proporre se il colloquio con il parroco si annuncia rigido. Prevedete un organista: la sola registrazione qui rende molto meno.
8. Tu sei la mia vita (Symbolum 77)
Conosciuto da tutti quelli che hanno frequentato la chiesa da ragazzi, e proprio per questo la scelta più calda quando volete che canti anche l’assemblea. Il testo parla di affidarsi, non di romanticismo, il che lo rende adatto al rito e non alla festa. Quattro minuti, quindi decidete quante strofe fare.
In molte diocesi italiane durante il rito è ammessa solo musica sacra: niente Ed Sheeran cantato, niente colonne sonore. La regola cambia da parrocchia a parrocchia, e a volte una versione strumentale passa dove quella cantata no. Parlatene al colloquio con il parroco, non la settimana prima. Se qualcosa va riprodotto da impianto, portate i file su una chiavetta USB: sotto le volte il segnale non prende quasi mai.
L’uscita: i due minuti che danno il tono
Adesso siete sposati, e la musica deve dirlo. Qui può essere alta e veloce, tanto gli invitati sono già in piedi.
9. Felix Mendelssohn, Marcia nuziale
Il classico dell’uscita, quello che nessuno fraintende. All’organo e a piena potenza solleva tutta la chiesa proprio nel momento in cui si aprono le porte. Due o tre minuti bastano per percorrere la navata e uscire sul sagrato. Chiedete all’organista di tenere il finale fino agli auguri.
10. Stevie Wonder, Signed, Sealed, Delivered
L’alternativa allegra se volete uscire ridendo invece che in solennità, e strappa un sorriso già dalle prime battute. Il ritmo è abbastanza veloce da non far indugiare nessuno, il che risolve anche la questione delle foto all’uscita. Chiedete prima in parrocchia: non tutte ammettono musica soul sul finale del rito.
11. Domenico Modugno, Nel blu dipinto di blu
Italiano, riconoscibile in due secondi, e gli invitati lo canticchiano fino al sagrato. Adatto soprattutto alle cerimonie civili o all’aperto, dove il tono può essere più leggero che in chiesa. Poco più di tre minuti, il tempo di uscire e ricevere gli auguri. In comune spesso è ammesso un solo brano.
12. Louis Armstrong, What a Wonderful World
Uscita tranquilla per le coppie che non vogliono la marcia nuziale, e uno dei pochi brani che piacciono a tutta la famiglia. La voce di Armstrong è così familiare che la sala si apre subito. Si lega bene ai saluti all’aperto perché non chiede niente a nessuno. Dura poco più di due minuti.
Il primo ballo: la canzone che ascoltate davvero
Il primo ballo è l’unico momento musicale in cui siete al centro senza altro da fare. Due minuti e mezzo o tre bastano.
13. Eros Ramazzotti, Più bella cosa
Il primo ballo italiano più scelto, e il più facile da ballare senza aver provato. Il ritmo è tranquillo, il testo regge fino in fondo e tutti sopra i trent’anni la riconoscono dall’introduzione. Quattro minuti sono lunghi sotto cento sguardi: concordate con il DJ la sfumatura intorno ai due minuti e mezzo.
14. John Legend, All of Me
La preferita internazionale, probabilmente il primo ballo più suonato al mondo. Attenzione: cresce molto verso la fine, cosa che sorprende le coppie che non hanno provato l’ultimo minuto. Mettetevi d’accordo prima su dove sfumare. La versione piano e voce rende meglio in sala rispetto all’originale, molto prodotto.
15. Etta James, At Last
Breve, elegante e ballabile senza corso di ballo, ed è il motivo per cui torna ogni anno. Il ritmo swing perdona gli errori che una ballata non perdona, quindi è la scelta più sicura se non avete provato. Tre minuti, senza crescite a sorpresa. Chiedete una versione rimasterizzata, i vecchi trasferimenti suonano opachi.
16. Tiziano Ferro, Il regalo più grande
Più recente e molto meno consumata delle altre tre, per le coppie che vogliono l’italiano senza finire nel classico. Il testo è un ringraziamento più che una dichiarazione, cosa che funziona bene davanti a pochi invitati. Poco più di quattro minuti, quindi prevedete la sfumatura. Controllate il testo, è meno scontato di quanto sembri.
Un primo ballo da quattro minuti e mezzo sembra il doppio quando cento invitati guardano. Quasi tutti i gruppi e i DJ accorciano il brano su richiesta: stabilite il punto esatto della sfumatura. Decidete anche chi porta i genitori in pista dopo la prima strofa, altrimenti resterete soli più a lungo del previsto.
La festa: dal ricevimento alla pista
Dopo il ballo comincia la festa. Qui non si tratta più di scegliere, ma di riempire la pista senza che nessuno debba stare all’impianto.
17. Ricchi e Poveri, Sarà perché ti amo
Il pezzo da matrimonio per eccellenza, e uno dei pochi su cui cantano tutte le generazioni insieme. Il ritornello lo conosce anche chi non balla mai, quindi la pista si riempie senza che il DJ insista. Mettetelo dopo la cena, non in apertura. Tre minuti e mezzo, un passaggio solo basta.
18. ABBA, Dancing Queen
La sicurezza internazionale: fa alzare gli invitati più anziani senza far scappare i più giovani. È il brano da tenere di riserva per quando la pista si svuota, perché la riempie in pochi secondi. Circa quattro minuti, quindi un solo passaggio. Evitate le cover, l’originale funziona nettamente meglio.
19. Jovanotti, L’ombelico del mondo
Riempie la pista in pochi secondi sotto i quarant’anni e a volte svuota la sala sopra. È un brano da metà serata, non da apertura: mettetelo quando i nonni sono già andati via. Cinque minuti abbondanti, quindi chiedete al DJ di sfumarlo prima. L’effetto svanisce in fretta se lascia un vuoto dopo.
20. Ligabue, Certe notti
La chiusura che molti gruppi tengono per ultima, e per una buona ragione: è abbastanza calma da chiudere la serata invece di rilanciarla. Il ritornello lo canta tutta la sala, anche chi ha ballato poco. Cinque minuti, senza bisogno di sfumare. Funziona meglio dal vivo che nella versione da disco.
Per tutto il resto dell’organizzazione trovate i passaggi nella nostra checklist matrimonio, e le parole della giornata si preparano con i nostri auguri di matrimonio.
Domande frequenti
Qual è la canzone d’ingresso più usata ai matrimoni?
Il Canone in re di Pachelbel. Cresce in modo regolare e si può sfumare in qualsiasi punto senza sembrare tagliata, il che lo rende sicuro anche se il corteo è più lento del previsto.
In chiesa si può mettere musica pop?
Spesso no. In molte diocesi italiane durante il rito è ammessa solo musica sacra, e una versione strumentale a volte passa dove quella cantata no. La regola cambia da parrocchia a parrocchia: chiedetelo al colloquio con il parroco.
Quanto deve durare la canzone del primo ballo?
Da due minuti e mezzo a tre. Un brano di quattro minuti e mezzo sembra il doppio quando cento invitati guardano, quindi concordate con il DJ il punto esatto della sfumatura.
Quante canzoni servono per un matrimonio?
Cinque scelte fisse: ingresso, un brano durante la cerimonia, uscita, primo ballo e una lista per la festa. Tutto il resto lo gestisce il DJ.
Qual è il primo ballo italiano più scelto?
Più bella cosa di Eros Ramazzotti. Seguono Il regalo più grande di Tiziano Ferro e, tra le internazionali, All of Me di John Legend e At Last di Etta James.
Meglio una canzone famosa o una scritta su misura?
Un brano noto viene riconosciuto subito dagli invitati. Una canzone scritta sui vostri nomi e sulla vostra storia funziona meglio come regalo o come primo ballo, perché parla solo di voi. Insieme al nostro partner TuaCanzone scriviamo il testo e consegniamo la registrazione con musica e voce: la vostra canzone di matrimonio si crea direttamente qui sul sito.